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Ptosi palpebrale

Ptosi congenita

Blefarofimosi

Sindrome di Marcus Gunn

Ptosi dell’adulto

 

Con il termine ptosi palpebrale si intende un abbassamento della palpebra superiore oltre il livello considerato normale. L’abbassamento della palpebra determina una riduzione del campo visivo e nella prima infanzia può causare un impedimento allo sviluppo della funzione visiva.

 

Ptosi congenita

La ptosi congenita è generalmente dovuta ad una distrofia del muscolo deputato all’apertura palpebrale (elevatore della palpebra superiore) e le cause di questa distrofia congenita non sono a tutt’oggi note.


La correzione della ptosi è esclusivamente chirurgica. È comunque  possibile intervenire su una ptosi a qualsiasi età, anche nei primi mesi di vita se necessario, ad esempio quando una grave ptosi possa causare un’ambliopia da deprivazione sensoriale (occhio pigro).


A partire dai tre anni di età è consigliabile intervenire chirurgicamente anche in caso di ptosi che non coprano totalmente la linea della visione, sia per evitare un handicap psicologico al piccolo paziente nell’età della scuola materna, sia perché rimandare l'intervento potrebbe comportare anche per ptosi non gravi un rischio per lo sviluppo visivo (ambliopia parziale o difetti visivi “a settore”).


La scelta chirurgica va effettuata in base alla funzione del muscolo elevatore palpebrale, praticando di preferenza un intervento di rinforzo di tale muscolo, quando possibile. Se invece la funzione dell'elevatore è scarsa o assente si procederà all'esecuzione di una sopensione della palpebra al muscolo frontale. Il muscolo frontale contribuisce normalmente all’elevazione della palpebra e tale funzione è ovviamente aumentata se si effettua un collegamento diretto della fronte alla palpebra. Questo intervento consiste nel collegare il muscolo frontale e il sopracciglio alla palpebra attraverso una benderella di materiale sintetico o prelevato dalla gamba del piccolo paziente (fascia lata).

 

Blefarofimosi

Talvolta la ptosi si associa ad altre alterazioni palpebrali, come l’aumentata distanza tra i due occhi (telecanto), la presenza di pieghe palpebrali anomale (epicanto inverso), o l’anomalia di posizione delle palpebre inferiori (ectropion laterale). È il quadro della blefarofimosi (BPES), malattia trasmessa geneticamente, ma che spesso si presenta anche in maniera sporadica. In questi casi la funzione del muscolo elevatore è scarsa e l'epicanto e il telecanto vanno trattati chirurgicamente almeno sei mesi prima della ptosi.

 

Sindrome di Marcus Gunn

La ptosi della sindrome di Marcus Gunn, in cui la palpebra affetta si apre all'apertura della bocca o durante la masticazione, è quasi sempre unilaterale; l'entità della ptosi è variabile e tale fenomeno è dovuto a una anomalia di innervazione dell'elevatore palpebrale. È possibile correggere chirurgicamente anche questo tipo di ptosi e in alcuni casi può essere consigliabile eseguire un intervento su entrambe le palpebre al fine di garantire una buona simmetria.

 

Ptosi dell’adulto

PTOSI APONEUROTICA
È una ptosi caratterizzata da una buona funzione del muscolo elevatore e dalla presenza di un solco palpebrale superiore molto evidente. L’aponeurosi è la porzione terminale del muscolo elevatore della palpebra: in alcuni casi può disinserirsi dalla sua posizione fisiologica e determinare  così l’abbassamento della palpebra superiore. Questa forma di ptosi è generalmente dovuta ad un processo involutivo legato all’età; a volte è favorita invece dall’uso prolungato di lenti a contatto o può manifestarsi in seguito a interventi di cataratta o di chirurgia refrattiva. In alcuni casi è già presente alla nascità. La ptosi può peggiorare alla sera, simulando talvolta la miastenia. La correzione chirurgica della ptosi aponeurotica si esegue di regola ambulatorialmente in anestesia locale, il recupero è molto rapido ed è possibile, l’esecuzione nello stesso tempo chirurgico di una blefaroplastica superiore.


PTOSI MIOGENE E MIASTENICHE
Le miopatie oculari costituiscono un gruppo di patologie ad andamento lentamente progressivo che coinvolgono la muscolatura degli occhi e gli elevatori palpebrali.


La ptosi coinvolge entrambi gli occhi e si accompagna a disturbi della motilità oculare (strabismo).  È possibile intervenire chirurgicamente sulla ptosi e con successo, tenendo tuttavia ben presente il grado di coinvolgimento muscolare. Anche questo intervento si esegue ambulatorialmente in anestesia locale.


La ptosi della miastenia grave può essere corretta in una fase di stabilità della malattia.


PTOSI NEUROGENE
Sono determinate da un deficit innervazionale di natura congenita o acquisita. Cause importanti sono la paralisi dell'oculomotore comune e la sindrome di Horner.


In caso di paralisi dell'oculomotore la ptosi è presente con entità variabile e il trattamento chirurgico va deciso in base alla funzione residua del muscolo elevatore. Lo strabismo, quasi sempre presente, va generalmente corretto prima della ptosi.


Nella sindrome di Horner si osserva una ptosi modesta, generalmente monolaterale, associata a modesta elevazione della palpebra inferiore e a miosi (pupilla di diametro inferiore a quella dell’altro occhio). È possibile eseguire la correzione chirurgica per via congiuntivale (dall’interno della palpebra). L’intervento consente un rapido recupero funzionale, si esegue in anestesia locale ed ha una durata di pochi minuti.

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
Ptosi Congenita occhio destro – pre e post
 
Ptosi Congenita occhio sinistro – pre e post
   
Ptosi Congenita bilaterale: sospensione al frontale con fascia lata – pre e post
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
Ptosi Aponeurotica – pre e post
   
Ptosi in portatrice di lenti a contatto – pre e post
   
Ptosi Aponeurotica congenita occhio sinistro – pre e post
   
Ptosi miastenica in fase stabile – pre e post